LUCIO BEFFI nei ricordi
Quando si parla di questo straordinario personaggio ricorre spesso non già il sole, il mare, la luna, il ragù insomma gli ingredienti classici della napoletanità, ma il terrazzo saraceno con la pancia di pece nera.Sicuramente un covo chimerico per meditazioni infantili. Ma questa volta non è una chiusa soffitta, uno sperduto sentiero, un quieto fienile, è un luogo di una scenografia esotica, ma abbacinato dal nostro sole, tra le meliche voci della strada di un tempo, sotto una volta infinita. E Lucianiello lì nutriva la sua fantasia di artista perché aveva solo due alternative: riscendere giù tra convenzioni, compromessi e dolori della sua terra oppure sublimare i suoi ideali spiccando il volo verso il cielo infinito Da quì si dipana una vita spesa per l'arte nel tentativo di imparare a volare, cioè spiccare un salto verso la libertà. Ogni sua ascesa, ogni successo era un battito d'ali, era una speranza in più per il suo popolo, così allegro, così geniale, ma spesso così sfortunato.
Luigi Mari